venerdì 20 luglio 2012

Luggage is like a poem. It’s what inside that counts.

Era luglio 1999 la prima volta che ho letto questa frase. Era sull’etichetta bagaglio di SAS e io stavo partendo per uno dei primi viaggi in aereo low-cost, nel nord dell’Europa.
Mi è capitato di usarla di nuovo tre anni dopo. In una fredda notte di Dicembre ad Erlangen, regalando una valigia ad una persona importante.

Oggi inizia una nuova avventura. La sacca è sempre lì, dove è stata in questi ultimi anni: nell’angolo della stanza. Che aspetta di partire, di farsi i quasi 16.000 km che dividono l’Italia dall’Australia e lanciarsi a testa in giù nel viaggio più straordinario della mia vita.

Un viaggio di 29 giorni, più di 8000 km, fra aerei, barche, treni, autobus e corda doppia.
Per tornare a casa con nuova vita.

Non ho mai scritto un blog e non ho idea se riuscirò ad appassionare qualcuno di voi con i miei racconti. Non ho nessuna presunzione, tranne che trovo la cosa divertente. Sono felice di partire e mi piace l’idea di condividere con più persone possibile un’esperienza di questo tipo.
Manca poco.
Manca solo fare un salto a Cala Sinzias, salutare Brenno, la Lillotta e Artie. Poi si può andare…

CP.

3 commenti:

  1. La sacca sempre pronta in un angolo della stanza mi sembra condizione ideale di vita...chi te l'ha insegnata questa filosofia???? :-) in bocca al lupo x tutto!!!! Noi siamo qui ad aspettare il tuo ritorno... TU... DIVERTITI!!!

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  2. Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole. Charles Baudelaire

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